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La storia del FIMO:

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Katharina Simon nata nel 1883 a Breslau, in Germania, iniziò già a 17 anni una promettente carriera come attrice di teatro a Berlino. Qui si innamorò del professor Max Kruse, artista e scultore molto famoso in quei tempi, che divenne suo marito e dalla loro unione arrivarono ben sette figli.
Katharina, anche dopo il matrimonio, continuò a mettere in pratica tutto il suo talento artistico, dedicandosi al disegno, alla pittura, alla fotografia, alla scrittura e persino alla filosofia.
Nel fratempo vennero alla luce la primogenita Mimerle e tre anni dopo la piccola Sofie (soppranominata Fifi). Un giorno la graziosa Mimerle, osservando la mamma occuparsi della sorellina, disse: “Voglio anch’io una bambina come hai tu, mamma”, e fu l’inizio di una fantastica storia. Katharina decise allora di realizzare da sola delle piccole creature per accontentare la sua bambina…..
[tratto dalla rivista mensile “La Bacchetta Magica”, pag 46 /47, anno III – numero 29 – novembre 2002- Ed. Reggiani]
 
Le Bambole di Katharina Kruse sono bambole da colezione che si possono ammirare in diversi musei.
Alla fine degli anni 30, durante la seconda guerra mondiale, la nostra Katharina (conosciuta come Kathe Kruse) non riusciva a procurarsi il materiale per fare le teste delle bambole. La figlia Fifì, allora già sposata con il Sig. Rehbinder  iniziò a sperimentare degli impasti e ottenne questo composto adatto ad essere modellato e cotto in un forno di casa. Fifi continuò le sue sperimentazioni per alcuni anni, usando questo impasto per creare mosaici, come pure per il suo iniziale proposito ossia fare le teste delle bambole. Produsse una limitata gamma di colori, che iniziò a vendere con il nome commerciale di “Fifi Mosaik” (dal suo nomignolo Fifi e dalla applicazione del prodotto).
Fino al 1964 commercializò il suo prodotto da sola. Fu allora che conobbe Eberhard Faber che si interessò al prodotto e ottenne una licenza per produrlo industrialmente. Il materiale è attuamente venduto con il nome di Fimo. (nota: il nome Fimo deriva dall’unione delle due prime sillabe delle parole “Fifi Mosaik”= FI- MO)”
[Fonte: “Polymer clay work” di Mary Maguire , pag 8, ed. Lorenz Book, 1996. ]

 

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